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3 MOTIVI PER PUNTARE SULL’ELETTRICO

Se il segmento leggero sta incrementando le quote di veicoli elettrici e ibridi, quello pesante fa ancora un po’ fatica a prendere piede, ma la strada è segnata.

 

La roadmap verso una logistica sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che economico, è decisamente segnata dai principali stakeholder del settore e soprattutto dai Costruttori.

Naturalmente il segmento dei veicoli commerciali leggeri (LCV) è quello che per primo ha introdotto modelli elettrici o ibridi nelle gamme delle Case, anche per una più diretta correlazione col mondo autovetture. Infatti, i primi nove mesi di quest’anno rapportati allo stesso periodo del 2019, per questo segmento, registrano un +104,4% di veicoli BEV (elettrici) e +127% di ibridi, mantenendo una quota sul totale del parco circolante di circa l’1,4%.

Altro discorso per il mondo dei truck dove Le Case stanno cominciando ora a introdurre a listino i primi modelli BEV o ibridi. In particolare, Volvo Trucks, Scania, DAF e Nikola, mentre IVECO sta puntando ancora sul metano liquido (LNG) e sul BioGas. Mercedes-Benz Trucks è anch’essa ormai da tempo orientata verso le motorizzazioni elettriche ma sta già pensando alla futura tecnologia di riferimento: il fuel cell (celle a combustibile), ovvero l’idrogeno.

Le principali perplessità delle flotte nell’ampliare il proprio parco mezzi con veicoli pesanti elettrici sono legate alle autonomie e ai tempi di ricarica ma le analisi sulle operazioni degli operatori logistici rivelano che oltre il 70% delle percorrenze - al netto delle grandi tratte internazionali di lungo raggio - restano entro i 300 km al giorno. Un raggio d’azione più che sufficiente per la durata attuale delle batterie installate sui truck elettrici in commercio.

Quali sono, dunque, i vantaggi nell’utilizzare mezzi con questo tipo di propulsori ed energia?

Primo fra tutti si tratta di un vantaggio competitivo nei confronti della concorrenza, in quanto spesso la committenza premia gli operatori più green. In secondo luogo, la manutenzione dei mezzi diventa estremamente meno costosa, grazie alla maggiore semplicità della catena cinematica elettrica e infine, ma non certo per ultimo, il contributo alla riduzione delle emissioni nocive, in particolare del CO2.

A quest’ultimo proposito va sottolineato anche il ruolo svolto dai diversi componenti del mezzo come, per esempio, quello degli pneumatici che, migliorando la resistenza al rotolamento, permettono di consumare meno gasolio (in caso di utilizzo di motori endotermici) ma anche meno energia elettrica in caso di elettrici, e quindi maggiore percorrenza senza bisogno di ricarica.

Le emissioni nocive dei veicoli pesanti vengono misurate attraverso VECTO, un protocollo internazionale che monitora non solo i gas di scarico derivanti dal motore, ma anche l’impatto ambientale di alcuni dei principali componenti dei veicoli.


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