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Turismo e Lifestyle

Quattro passi tra le nuvole: Passo dello Stelvio

Passo dello Stelvio

Se il parametro di giudizio è il numero di moto che si incontrano quando si arriva in cima, lo Stelvio è per il motociclista quello che la Mecca è per un musulmano. Il posto dove bisogna andare una volta nella vita. Almeno una volta. È un’esperienza totalizzante il panorama è unico, la strada è impegnativa – anche se non come il Gavia – ed è il passo carrabile più alto d‘Italia (2.757 metri) e il secondo in Europa, preceduto di 7 metri dal Colle dell’Iseran (2.764) se si esclude il colle della Bonette, sulle Alpi francesi che però non è un passo, ma una strada che gira attorno alla cima della Bonette apposta per arrivare ai 2.802 metri. La strada asfaltata più alta d’Europa.

La strada 106 del passo dello Stelvio parte da Bormio e sale subito in modo netto anche se il fondo stradale è perfetto e la carreggiata è larga e le curve molto ben raccordate. È molto diverso dal Gavia, più selvaggio ed estremo. Qui c’è sempre un pò di traffico perché la salita è famosa in tutta Europa e si concentrano molte attività turistiche. I “Fiat 500 club” i “Vespa club” gli “Ape Piaggio club” … insomma tutti i club motorizzati hanno in calendario una salita allo Stelvio. Sulla strada quindi si trova di tutto, in mezzo alle centinaia di moto che vengono da mezza Europa. La strada sale senza alcuna difficoltà fino a superare i Bagni Vecchi; è molto guidabile e persino veloce. Occorre prestare attenzione perché nel primo tratto ci sono un paio di curve che chiudono e perché ci sono sempre ciclisti impegnati in salita.

È la strada dei tornanti. Sono 48 sul versante altoatesino e 40 su quello lombardo. Se il tornante vi disturba, non è la vostra strada.

Dopo i primi due tornanti la carreggiata si stringe e sparisce la linea di mezzeria e ci si ritrova in una gola con pareti di roccia tutto attorno. Il fondo stradale però è sempre regolare e quindi si va tranquilli. Come da tradizione si arriva alla galleria che stavolta ha una particolarità. A metà c’è una curva secca a sinistra e il fondo è sempre allagato. Si deve quindi frenare e piegare al buio e sul bagnato. La prima volta è … interessante. Dalle successive ci si ricorda. I tornanti si susseguono e per quelli a sinistra non c’è problema. Quelli a destra se si è in due e magari la moto è carica vanno presi di petto allargando molto l’entrata per non dover allargare molto l’uscita. Si fanno di seconda, se c’è traffico anche di prima. Una seconda galleria, anch’essa con una bella curva secca al centro e tanta acqua che scende e poi una terza … tutte uguali le gallerie sullo Stelvio. Anche una quarta dove però almeno c’è luce … e poi una quinta: modello base con curva secca. Sempre a sinistra. Dopo una sesta galleria si arriva alla base della cascata e qui inizia una serie di tornanti che fanno parte di uno degli scorci più famosi della salita. (foto)

Una serie infinita di tornanti che la strada compie per superare l’ultimo tratto di valle prima del pianoro finale. Qui c’è poco da fare. Sono 12 tornanti uno dietro l’altro fino in cima. Vale la pena di fermarsi per godersi il panorama dall’alto. La strada – sempre bella ben tenuta e scorrevole – entra poi nel piano finale il Pian di Grembo. Splendido tratto a scorrimento veloce che sfila la casa cantoniera. Ancora qualche tornante raccordato da lunghi rettilinei e si arriva al bivio. A destra si sale al passo a sinistra si scende in Svizzera.

A questo punto sembra fatta ma ce ancora un po di strada e qualche … tornante.

Di solito c’è neve ai bordi della strada e la temperatura è sui 5/6 gradi. Nelle giornate di sole in piena estate può fare anche sensibilmente più caldo, ma lo scenario classico è quello con la neve a bordo strada. Uscendo dall’ultima curva si arriva sul piazzale del passo. Prima cosa bisogna trovare un posto in mezzo a duemila moto. Seconda cosa: panino con salsiccia e pane nero. Fa freddo è mezzogiorno e mezza ed è ora di una pausa.

 

Ridiscenderemo un pezzo sul versante lombardo per andare verso la Svizzera e proseguire il nostro giro dei passi.

Alla prossima puntata.


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