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Sicurezza e Attualità

Non solo gomme: Continental progetta e realizza la sicurezza attiva

Tecnologie

Il mondo moto per Continental non è solo gomme. Molta tecnologia derivata ed adattata alle due ruote proviene dallo sviluppo di sistemi inizialmente studiati per le vetture dalle divisioni automotive.

Sistemi di gestione dell’efficienza del motore, sistemi di controllo della trasmissione automatica e sistemi di supporto e assistenza alla guida fanno parte del portafoglio prodotti del Gruppo. L’obiettivo è semplice: aumentare la sicurezza e accrescere la sostenibilità ambientale.

Ecco tre esempi di come la tecnologia di derivazione vettura può essere sviluppata in ambiente due ruote. Sappiamo che i puristi del manubrio storceranno il naso, specie per sistemi che in qualche modo sono in grado di controllare alcune funzioni dinamiche della moto. Resta il fatto che sono sistemi sviluppati con una finalità semplice e importantissima: la sicurezza. Chiunque ami davvero la moto la rispetta profondamente e sa molto bene che, per quanto sia in assoluto un mezzo di svago e di divertimento, può essere molto pericolosa, specie nelle condizioni di traffico caotico delle città, o in condizioni di asfalto bagnato o in qualunque altra situazione che sfugga al controllo di chi guida. Chi viaggia in moto non ha attorno a sé la protezione di una carrozzeria in acciaio progettata in funzione di assorbimento degli urti. È assolutamente necessario sviluppare al meglio la sicurezza “attiva” (cioè i sistemi in grado di evitare gli incidenti) perché purtroppo la sicurezza passiva è limitata al caso e alle protezioni delle giacche tecniche. 

La prima forma di protezione: lo stile di guida.

Spesso si dice che chi guida la moto guida davvero e non si lascia semplicemente trasportare dal proprio mezzo di trasporto. Chi guida a due ruote non si distrae, non chatta, difficilmente telefona. Si concentra sulla guida. Sulle curve, sulle traiettorie, sulle frenate. Pensa a cambiare, accelerare pensa a spostare il peso sulla moto in modo da ottimizzare i trasferimenti di carico. Pensa insomma a tutte quelle cose alle quali un automobilista assolutamente non pensa. Soprattutto è concentrato sugli altri utenti delle strada. E sa che difficilmente un automobilista lascerà il passo anche se dovrebbe. Sa che non è sufficiente avere la precedenza e neanche passare con il verde. Prevede le reazioni degli altri utenti della strada perché sa di essere più debole in caso di scontro, e quindi sfrutta l’agilità del proprio mezzo calcolando sempre la peggiore delle ipotesi. La vettura che sta per svoltare e dovrebbe dare la precedenza non lo farà, la portiera si aprirà mentre passo, qualcuno potrebbe non vedere il semaforo rosso. Insomma, chi va in moto sa che ci vogliono mille occhi.     

Ecco perché alcune tecnologie posso aiutare e rendere la vista un po’ meno rischiosa senza togliere piacere all’andare in moto.

ARAS

La funzione ARAS™ (cruise control adattativo – ACC) consente al motociclista una guida più rilassata e sicura, specie in presenza di lunghi tratti autostradali. Chiunque ami la moto odia le autostrade, ma può capitare che per raggiungere località bellissime si debbano percorrere lunghi trasferimenti autostradali. Il funzionamento è semplice: il sistema adatta la velocità della moto (in modo da mantenerla costante e definita) e la distanza di sicurezza delle vetture che precedono. Occorre considerare che le vetture hanno una capacità frenante molto elevata – consideriamo che hanno massa superiore, ma anche superficie di contatto con la strada molto maggiore di una moto. La distanza di sicurezza è quindi un fattore decisivo per la sicurezza. Il sistema ARAS è progettato per funzionare anche in posizione inclinata, quindi in piega. Quest’ultimo è un esempio tipico di come un sistema progettato per le vetture debba per forza di cose essere in parte ripensato per le moto.

Sensori di velocità di rotazione delle ruote

Diamo tutti per scontato che l’ABS (antibloccaggio in frenata), il TCS (controllo di trazione) e l’ESC (controllo di stabilità) intervengano in situazioni di difficile gestione da parte del pilota. Frenate di emergenza, troppo gas fuori da una curva o perdita di aderenza in piega sono eventualità che si incontrano facilmente specie in condizione di aderenza non perfetta, su fondo bagnato o sconnesso. È evidente che il dato di base sul quale tutti questi preziosi congegni lavorano è la velocità di rotazione delle ruote. In particolare, la differenza di velocità di rotazione delle ruote, che denota uno dei fenomeni sopradescritti e che normalmente mettono in difficoltà chi guida. L’informazione viene gestita dalla centralina, che interviene sui freni o sull’erogazione della coppia. La funzione di questi sensori è quindi estremamente importante … al punto che ci si dimentica che esistano.

Surround view camera

Anche in questo caso si studia un ausilio alla guida progettato per le vetture e adattato alle moto. Si tratta di una camera in grado di fornire a chi guida una visione dall’alto della propria moto che a colpo d’occhio sia in grado di far percepire altri veicoli nelle immediate vicinanze o comunque vicino a noi. Il lavoro di adattamento di questo sistema ad una moto prevede la necessaria miniaturizzazione dell’hardware, su una moto c’è poco spazio e anche il peso è importante. Inoltre è necessario pensare ad un’interfaccia che aiuti il pilota e non lo confonda. Da questo punto di vista i cruscotti digitali offrono soluzioni interessanti. Su un unico display, infatti, è necessario far convergere informazioni relative alla navigazione alla dinamica del veicolo e – ad, esempio – a questo tipo di utilizzo.

Sono solo tre esempi di una serie infinita di sistemi che stanno gradualmente entrando a far parte di un mercato di primo equipaggiamento dei principali costruttori di moto. Ciò significa che il passo successivo è l’arrivo sul mercato. Con buona pace dei puristi … che viaggeranno più sicuri.

Qualunque sia la tua emozione, mettiti in moto con Continental

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