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Tasselli Cool

tkc80

Il mercato gira e impone.

A volte ritornano. Il concetto è un po’ lo stesso che ha portato alla affermazione dei SUV nel mondo vettura. Mezzi più “liberi” non limitati alla sola circolazione su asfalto, ma pronti a raccattare polvere e fango. Visto su due ruote è il fenomeno delle enduro stradali, che normalmente hanno una estensione di gamma un po’ più estrema (la versione Rally del GS) che si presenta al ritiro in concessionaria con tasselli più o meno pronunciati.

 

Quanto sia moda e quanto dettate dal reale utilizzo lo lasciamo decidere agli statistici. Resta il fatto che la nascita di una generazione di mezzi produce un flusso di nuovi bisogni da soddisfare. Il TKC 80 ha dalla sua una carriera bella lunga (nasce nel 1985), ma anche una folta schiera di adepti che lo apprezzano per le sue qualità “fuoristradistiche”. A questi si aggiungono i nuovi estimatori, che lo apprezzano per il look rude e selvaggio e per le sue doti di elevata digeribilità dell’asfalto. Certo non offre un grip da sportiva sul bagnato, ma si può tranquillamente portare per strada una GS Rally da trecento chili senza troppi pensieri, stando solo un po’ attenti. Intanto il look da Indiana Jones ringrazia. 

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La lunga marcia dell’enduro stradale

Sembra un fenomeno di adesso, ma le radici delle tendenza odierna sono abbastanza ben piantate nel tempo. Se osserviamo due pezzi d’antan uno a fianco dell’altro troviamo il DNA di oggi nel mix tra il TDM 850 di Yamaha e la R 1100 GS con i primi Telelever e il bicilindrico boxer. Due stradali certo, ma già con dentro un sapore di enduro anche se ancora non ben definito. Due pezzi molto apprezzati e venduti a fine anni ‘90. Il mercato di allora era fatto da molte mono intorno ai 600 cc (erano i tempi della Dakar).

 

A inizio del nuovo millennio il segmento enduro vale il 13-14% del mercato. Iniziano ad imporsi modelli come Capo Nord, Varadero e Trans Alp perché sono comode, si possono caricare e ci si va in vacanza senza ortopedico. Molti, a proposito di dolori alla schiena, viaggiano su R1, R6 o FireBlade. Hypersport da casello a casello senza tutor.

 

Ecco che arriva il 2006 e nasce la R 1200 GS, il modello iconico che lancia un nuovo filone. L’unione di due caratteri: una moto a guida alta, comoda e da viaggio, ma potente e abbastanza veloce anche su asfalto, tanto da farsi guardare mentre sfreccia da chi, fermo dopo cinquanta km di autostrada su una moto da pista con la targa, si sta massaggiando i reni.

 

Oggi l’enduro stradale domina il mercato perché è poliedrico, capace di fare un po’ tutto. Viaggiare veloce e in sicurezza su strada (con Tutor), attraversare un guado, fare una pista battuta o un raid africano. La sua evoluzione è proprio quella della famiglia “Raid” o “Rally” dei vari modelli, come l’immancabile GS o il Ténéré di Yamaha. Ed eccoci al ritorno tassello in primo equipaggiamento.

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Il grande vecchio dei tassellati

Continental è stata tra le prime a sviluppare questo tipo di pneumatico, nato per accompagnare mostri da oltre 150 cv alla ruota in mezzo al deserto a velocità da autostrada su terreni rocciosi o piste desertiche. Già abbastanza difficile. Ma non basta, perché il nostro deve anche fornire prestazioni rassicuranti su asfalto, garantendo un grip dignitoso e una rumorosità non da escavatrice cingolata. Ecco quindi che alle capacità autopulenti, alla buona direzionalità dell’anteriore su fondi morbidi o fangosi e al grip anche a basse pressioni del retro, si unisce una buona capacità della carcassa di reagire alle pieghe su asfalto, con un rapporto tra pieni e vuoti nel battistrada tale da garantire un appoggio sicuro anche su superficie stradale. Pur nelle sue caratteristiche spiccatamente “fuoristradistiche”, si può quindi intuire l’equilibrio generale nelle prestazioni, firma tecnica comune ai prodotti di Hannover. Sembra la descrizione di un prodotto recentissimo e infatti, con prodotti recentissimi si confronta sul mercato. Però ha più di trent’anni. Ed è ancora in primo equipaggiamento su BMW e KTM. Ed è veramente sulla cresta dell’onda nelle special e nelle Cafè Racer delle migliori factory d’Europa, come ad esempio South Garage.


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Molte misure per molti utilizzi

Il TKC 80 offre una gamma di 25 pneumatici anteriori e posteriori. Da 17’’ a 21’’ per i pneumatici anteriori, e 17’’ e 18’’ per i pneumatici posteriori. Questa vasta gamma di misure consente ampie possibilità di equipaggiamento, dalla piccola Enduro fino alla più completa Sport Adventure come quelle di cui sopra.

Questa ampia gamma di misure consente anche l’equipaggiamento di naked e cruiser conferendo loro un aspetto Scrambler, una scelta molto apprezzata per il TKC 80.


Qualunque sia la tua emozione, mettiti in moto con Continental

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