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Due suole in una: Continental e Adidas

Sappiamo che cercate il grip nelle vostre gomme, ma che vi piace anche il grip per le vostre scarpe. Proprio così: le scarpe. Continental e Adidas si sono alleate per darvi il grip in strada e fuori. Continental e Adidas si completano a vicenda nei loro sforzi congiunti alla ricerca della perfezione nel campo delle scarpe running e delle calzature outdoor. In questa intervista, i ricercatori Continental e Adidas ci raccontano come questo sia stato possibile e quanto lunga e difficile sia stata la strada per arrivare al risultato. Ecco cosa Fabian Dettmer, Head of Mixing & Process Development di Continental e Gerd Manz, Senior Innovation Director di Adidas hanno da dirci su questa partnership.

 

D: come è nata questa collaborazione e come siete arrivati al traguardo?

 

Dettmer: Tutto è partito all'inizio del 2007 quando ci siamo incontrati con i nostri omologhi in Adidas in un workshop. In quel periodo, in Adidas stavano lavorando su un progetto volto a migliorare l’aderenza delle loro scarpe. Con questo obiettivo in mente, Gerd Manz ed i suoi colleghi erano alla ricerca di un partner esperto del settore della gomma. Così abbiamo trovato una buona intesa.

 

Manz: Esatto. E’ nel corso del workshop che abbiamo avuto modo di conoscere la squadra Continental e abbiamo iniziato a parlare delle similitudini tra le caratteristiche dei pneumatici e delle suole in progettazione. Questo ha dato origine all'idea. Abbiamo iniziato a sperimentare, inizialmente con una mescola di gomma per pneumatici moto specifica per l'utilizzo sul bagnato. Ma la scarpa aveva così tanta aderenza che si poteva camminare sulle pareti. Eccessivo per una scarpa, per la quale è necessaria anche ciò che si chiama “libertà di rotazione”, per prevenire gli infortuni.

 

Dettmer: eravamo certi di disporre dei materiali per soddisfare Adidas. Dopo tutto, in Continental l’aderenza necessaria per spazi di arresto brevi e una perfetta maneggevolezza sono tra le principali priorità di sviluppo dei materiali per i nostri pneumatici. I primi prototipi che abbiamo sviluppato hanno confermato la nostra convinzione. Saremmo stati in grado di trovare qualcosa di meglio rispetto alle suole esistenti. Le differenze erano evidenti.

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D: Ma perché sviluppare una scarpa completamente nuova, quando sicuramente tutto è già stato provato prima?

  

Manz: Le aspettative sui prodotti sono sempre in crescita, in particolare nel settore del tempo libero. Le persone attribuiscono grande importanza alla loro tempo libero. Tutti sono desiderosi di farne il miglior uso possibile. E nello sport questo significa alzare l’asticella in termini di performance. Le persone sono sempre meno disposte al compromesso - persino in allenamento, figuriamoci negli eventi di gara. E quando ci rivolgiamo al segmento outdoor, a volte la qualità delle attrezzature può essere una questione di vita o di morte. Nel running, l’aderenza che fornisce una scarpa può significare migliori prestazioni; in escursioni impegnative in montagna è un fattore di sicurezza.

 

Dettmer: La cosa eccitante per noi era essere in grado di applicare la nostra esperienza al campo di scarpe da running. E, naturalmente, c'era l’opportunità di presentare il marchio Continental in un ambiente nuovo: questo ci avrebbe permesso di aumentare la brand awarness del marchio in diversi mercati e dimostrare la nostra competenza.

 

D: Quali sono le principali sfide quando si sviluppa una scarpa da running?

 

Manz: Il focus è il cliente. Spesso il cliente non sa dire esattamente ciò che fa la differenza. Quindi analizziamo con precisione quali caratteristiche fanno la differenza, ciò che il cliente vuole e quello che non gli piace. Le scarpe da running, ovviamente, hanno bisogno di essere veloci, leggere e confortevoli. Migliorare queste caratteristiche è un processo complesso e continuo. Ci sono aspettative diverse che devono incontrarsi. Abbiamo bisogno di guardare alla gestione energetica della scarpa nel suo complesso - supporto, la stabilità, aderenza ... La suola svolge un ruolo chiave. Proprio come gli pneumatici di una vettura, deve sopportare carichi molto elevati, performare bene a temperature comprese tra meno 20 e più 40 ° C … e molto altro ancora.

 

D: E quali nuove sfide i ricercatori Continental si ritrovano di fronte?

  

Dettmer: Abbiamo affrontato una nuova serie di parametri, iniziando dal fatto che, a differenza dei pneumatici, le suole sono attaccati alla tomaia con adesivo. Poi, per evitare di imporre vincoli ai designer non ci deve essere alcuna perdita di colore nel contatto diretto con intersuole bianche o di colore chiaro. A differenza degli pneumatici, le scarpe indoor devono essere antitraccia, il che significa che non devono lasciare segni sul pavimento. Ma il fatto è che molti di questi requisiti hanno un impatto diretto sulla composizione dei materiali impiegati, come ad esempio il contenuto di additivo nero nella mescola. Abbiamo dovuto lavorare duramente per soddisfare le richieste di livello costante di aderenza nella suola in gomma. Un pneumatico normalmente lavora su asfalto, cemento o occasionalmente fuori strada, ma per una scarpa parliamo di spostarsi in sicurezza su piastrelle, linoleum, erba, muschio e legno. Ciò richiede un insieme di proprietà diverse rispetto ad un pneumatico.

 

D: quando e come si coinvolgono gli atleti nel processo di sviluppo?

 

Manz: Inizialmente è in modo limitato, ma man mano che il progetto tecnologico si sviluppa, si aumenta il coinvolgimento di atleti di alto livello in prototipi di collaudo. In un caso abbiamo fornito l'ex detentore del record mondiale della maratona Haile Gebrselassie con un prototipo a scopo di test. Immaginate la nostra sorpresa quando ha deciso di correre la famosa gara di Capodanno a Treviri indossare queste scarpe. E’ stato nel 2009, aveva piovuto e parte del percorso era su strade acciottolate. Non solo, ma il pubblico aveva gettato molti di coriandoli in pista. Così Haile, spontaneamente, deciso di indossare le scarpe di prova con suole realizzate con mescola derivata da pneumatici moto da bagnato. Ha vinto la gara con un grande margine!

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D: Come si testa una suola e da dove essa ricava il suo grip?

 

Dettmer: E’ interessante notare che la zona di contatto in una scarpa non è molto inferiore a quella di un pneumatico. Per vedere da dove viene il grip dobbiamo guardare a livello macroscopico. Quanta energia viene persa durante la trazione - durante il processo di trasmissione di potenza? Quanta energia viene convertita in calore in questa fase? In prove comparative siamo stati in grado di determinare che con le mescole possiamo ottenere un miglioramento del 15-30 percento in aderenza. Ma è stato anche importante scoprire come i materiali si comportino nelle varie fasi di lavorazione e produzione della scarpa. Abbiamo preso in considerazione tutte queste cose nei nostri laboratori di test di Hannover.

 

Manz: I test che Continental ha eseguito e quelli svolti nei nostri laboratori si completato l'un l'altro. Quello che studiamo qui sono metriche come la trazione sulle superfici bagnate e asciutte, così come di smorzamento. Come si comportano le suole su superfici ruvide, irregolari e regolari? Poi ci sono norme rigorose in termini di sostanze nocive. Dopo tutto, le scarpe sono capi di abbigliamento. Tutte le mescole di gomma che usiamo nei nostri modelli sono sottoposti a rigorosi controlli in linea con i nostri standard di qualità.

 

D: Quanto tempo ci vuole per mettere a punto una scarpa da corsa dall'idea iniziale alla produzione? E in confronto ad uno pneumatico? 

 

Dettmer: La durata del processo di sviluppo degli pneumatici può variare fortemente. Dipende se è possibile soddisfare i requisiti in termini di maneggevolezza e controllo dinamico con tecnologie consolidate o se è necessario applicare interi nuovi approcci per migliorare proprietà quali frenata, resistenza al rotolamento e durata. In quest'ultimo caso, lo sviluppo di una nuova linea di pneumatico può facilmente prendere due o tre anni. Insieme con il disegno battistrada, viene anche rivisto il disegno del pneumatico e migliorata l’interazione tra i vari componenti. Se si è trovata la perfetta applicazione delle nuove tecnologie in un prodotto, in 3-5 anni si può andare in produzione

 

Manz: Una scarpa da running normale richiede normalmente circa 18 mesi per passare dall'idea alla produzione di serie. In questa speciale collaborazione, però, abbiamo impiegato tre anni dai nostri primi incontri al prodotto finito.

Nel frattempo, la collaborazione è maturata a tal punto che non abbiamo alcun problema combinando i materiali di Continental anche con la nuova suola Boost che abbiamo sviluppato insieme con BASF.

 

D: Non ci solo scarpe running con suole Conti in via di sviluppo, ma anche scarpe outdoor. Quali sono le principali differenze tra running e outdoor?

 

Manz: aderenza e trazione sono le funzioni chiave in entrambi i tipi di scarpa, ma mentre nelle scarpe da corsa ci si concentra sulle prestazioni e su attributi come efficienza e l'accelerazione, nel settore outdoor il focus è sugli aspetti di protezione e sicurezza. In termini di design del battistrada siamo stati in grado di adottare alcune caratteristiche tecnologiche dei pneumatici per affrontare le enormi esigenze di prestazioni e robustezza in sport all'aria aperta dinamici come il trekking e l'escursionismo.

 

Dettmer: Nel percorso di sviluppo la nostra esperienza nel settore mountain bike è stata utile. Non si può semplicemente trasferire un battistrada MTB senza modifiche, ma ci sono alcune somiglianze nel modo in cui le strutture geometriche si comportano su terreni accidentati e su come si utilizzano i tasselli nelle applicazioni specifiche. Ma dobbiamo anche considerare l'impatto visivo delle scarpe, perché i corridori e gli escursionisti hanno anche le proprie aspettative circa il loro aspetto - e, naturalmente, dobbiamo soddisfare queste aspettative.

Contatti
Marco Vellone

PR & After Sales Director

Continental Italia SpA
Via G. Winckelmann 1- Milano

+39 02.42410.286

Contatti
Giorgio Cattaneo

PR & Press Mgr.

Adnkronos Comunicazione
Piazza Mastai, 9 - 00153 Roma

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