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Nel 2014 ogni 1.000 motocicli circolanti 6,4 hanno subìto un incidente

30/07/2016

Nel 2014 il tasso di incidentalità dei motocicli circolanti era di 6,4 ogni 1.000. Ciò vuol dire che 6,4 motocicli ogni 1.000 hanno subìto un incidente. Lo stesso tasso di incidentalità, calcolato per la autovetture, si ferma a 6. Questi dati, elaborati dal Centro Studi Continental su base Istat e Aci, confermano che nel nostro Paese è più pericoloso circolare in motociclo piuttosto che in auto. Il tasso di incidentalità di motocicli e autovetture, però, varia molto a seconda della città che si prende a riferimento. La città più pericolosa per chi circola in moto è Messina, dove 64,8 moto ogni mille hanno subìto un incidente nel 2014. A Messina seguono, in questa graduatoria, Bologna (60,5) e Palermo (49,3). Le città più sicure, invece, sono Firenze (1,8), Roma (2,8) e Genova (2,6). Per le auto le città più pericolose sono Bologna (45,1), Palermo (43) e Trieste (23,7) Quelle più sicure sono Roma (1,2), Milano (3,2) e Torino (4,1). A primo impatto può stupire vedere Roma e Milano citate tra le città più sicure, ma il motivo sta nel fatto che in queste città il parco circolante è molto sviluppato (a Roma, ad esempio, sono in circolazione quasi 1.800.000 auto e 400.000 moto) e questo contribuisce in maniera determinante ad abbassare il rapporto tra veicoli in circolazione e veicoli che hanno subìto un incidente. In linea di principio l’indice di incidentalità è più alto per i motocicli che per le autovetture, ma vi sono quattro città in cui il rapporto è a favore delle auto. Si tratta di Bari, Catania, Firenze e Genova. In queste città c’è una maggiore possibilità di andare incontro a un incidente circolando in auto piuttosto che in moto.

Tasso di incidentalità di autovetture e motocicli nelle maggiori città italiane nel 2014

 

tasso di incidentalità x 1.000 motocicli circolanti

tasso di incidentalità x 1.000 autovetture circolanti

Bari

16,6

26,1

Bologna

60,5

45,1

Catania

5,8

7,2

Firenze

1,8

4,1

Genova

2,6

2,8

Messina

64,8

22,4

Milano

3,9

3,2

Napoli

10,9

5,2

Palermo

49,3

43,0

Roma

2,8

1,2

Torino

6,7

4,1

Trieste

25,7

23,7

Venezia

19,2

7,3

Verona

14,2

9,3

ITALIA

6,4

6,0

Fonte: elaborazione del Centro Studi Continental su dati Istat e Aci

Se i dati sinora esposti confermano i rischi che si corrono circolando in moto, ce ne sono altri più positivi per i motociclisti perché mettono in evidenza che il numero di incidenti stradali che coinvolgono mezzi a motore a due ruote è in calo. Dal 2010 al 2014, infatti, gli incidenti che coinvolgono veicoli a motore a due ruote nel nostro Paese sono diminuiti del 33,6%. L’elaborazione da cui proviene questo dato, anch’essa effettuata dal Centro Studi Continental, consente di suddividere i dati a seconda del tipo di veicolo a motore a due ruote coinvolto in un incidente. Da questa ulteriore classificazione emerge che, sempre dal 2010 al 2014, gli incidenti in cui sono coinvolti ciclomotori sono calati del 45,7%, mentre gli incidenti in cui sono coinvolti motocicli sono diminuiti del 28,7%. 

Il Centro Studi Continental ha focalizzato la sua attenzione sui mezzi a motore a due ruote perché l’estate è il periodo dell’anno in cui questi mezzi sono più utilizzati e quindi sono più soggetti ad incidenti. L’invito ai centauri è quello di porre la massima attenzione nella circolazione e di far sottoporre i propri veicoli ad una accurata revisione prima di rimetterli in circolazione dopo un inverno passato in garage. In particolare è importante prestare attenzione alle condizioni dei pneumatici, che sono l’unico punto di contatto tra veicolo e fondo stradale, verificando la pressione di gonfiaggio ed assicurandosi che non siano presenti tagli o abrasioni.

Incidenti stradali che coinvolgono ciclomotori e motocicli

 

2010

2014

var. %

Ciclomotori

11.084

6.018

-45,7

Motocicli

27.555

19.643

-28,7

Totale

38.639

25.661

-33,6

Elaborazione del Centro Studi Continental su dati Istat

Nell’ambito della sicurezza stradale, Continental si prefigge un obiettivo ambizioso col progetto Vision Zero, e cioè intende avvicinarsi quanto più possibile a zero vittime, zero feriti, zero incidenti stradali. Continental ha tutte le competenze per avvicinarsi a questo obiettivo, dal momento che conosce in ogni minimo dettaglio l’intero processo di frenata, dal pedale fino al pneumatico, poiché come Gruppo produce tutti i componenti interessati in questo processo. Con lo sviluppo delle auto intelligenti, poi, la possibilità di raggiungere l’obiettivo Vision Zero diventa sempre più tangibile.

Potete vedere un filmato sulle tecnologie di sicurezza prodotte da Continental a link: https://www.youtube.com/watch?v=sZQVJdca9hg.

Contatti
Alberto Bergamaschi
Alberto Bergamaschi

Press & PR Manager

Continental Italia SpA
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