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Hurricane Machine: un mostruoso gioiello della tecnica

Più ci si avvicina alla macchina, meglio si comprende il motivo per cui è stata chiamata “Hurricane Machine”. Quando la “Hurricane Machine” è accesa, tutto cambia. All’interno dell’impianto slovacco Continental, dove è stata installata, l’aria sembra iniziare a vibrare. 

La "Hurricane Machine" di Puchov è allo stesso tempo un "mostro" ed un capolavoro tecnico. E’ appoggiata su una profonda base di cemento con torri alte circa 15 metri che arrivano quasi a toccare il soffitto della fabbrica. Quando viene accesa, si possono sentire le vibrazioni della macchina in tutto il proprio corpo. La Hurricane Machine concentra tutta la sua forza nel grande tamburo centrale: la sua vera anima.

Hurricane Machine

Chi non conosce questa macchina potrebbe trovarla spaventosa. Per Martin Theusner il suo rumore è come musica per le sue orecchie. Il dottore in chimica ha ideato e sviluppato il processo di riciclo della “Hurricane Machine” per Continental e pensa che non ci sia niente di più dolce che guardare ed ascoltare la sua creazione in funzione. Nel 1996, Theusner aveva già iniziato a riflettere su come una così grande quantità sprecata di cavi di acciaio potesse essere riciclata. In quegli anni, era Responsabile del dipartimento di protezione ambientale per la business unit Commercial Vehicle Tires di Continental. Il problema  era capire come smaltire diverse migliaia di tonnellate di rifiuti accumulati ogni anno dagli impianti di Continental; rifiuti che gravavano sull’ambiente e sulle discariche.

Tutti questi sprechi non potevano essere evitati nella produzione dei pneumatici. Questo però poteva anche essere dovuto dall’incapacità di riciclo. Dopo tutto, il materiale utilizzato per questo non era vulcanizzato. I pneumatici truck contengono cavi di acciaio inseriti nella mescola del pneumatico ed essendo che questa mescola non è ancora stata vulcanizzata, lo spreco è per due tipologie di preziose materie prime. Tutto ciò doveva essere riprogettato per preservare le risorse e risparmiare anche sulle tasse delle discariche – è ecologico, utile e anche economico.

Prima di Theusner, nessuno aveva mai separato con successo la mescola di gomma dai cavi di acciaio su scala industriale al fine di riciclare entrambi i componenti o per riutilizzarli all’interno del ciclo produttivo.  Non è un’impresa facile nonostante esistano discariche o macchine per lo smaltimento dei rifiuti; ad esempio, le lavatrici vengono demolite e i dischi metallici vengono divisi dalle parti ferrose. La mescola del pneumatico è plastica, come la plastilina e questo complica la questione.

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Ciò nonostante, Theusner ebbe un’idea per separare l’acciaio dal materiale nero. Fece sviluppare ad un’azienda di Baden – Württemberg, in Germania, specializzata nella costruzione di centri di riciclaggio, una macchina speciale: equipaggiata da un motore estremamente potente e dotata di due spesse catene in acciaio con alta velocità di rotazione. Con diverse centinaia di rotazioni al minuto, queste catene riescono a rompere i cavi di acciaio che vengono poi portate nel grande tamburo grazie a un nastro trasportatore. La mescola, esposta a questa forza, si separa dai cavi in acciaio formando piccoli granuli. Theusner dovrebbe essere orgoglioso del suo successo ottenuto al primo tentativo: “La mescola in granuli è il risultato che volevamo!” commenta il dipendente di Continental “e i cavi di acciaio erano perfetti e puliti! Questo era ciò che avevo tanto sperato!”

C’è voluto del tempo prima che la “Hurricane Machine” entrasse in funzione. Tutto fu pronto nella primavera del 2012. Fino a quel momento, gli impianti europei di Continental consegnavano gli scarti di acciaio agli impianti in Slovacchia. In ogni caso, la macchina doveva essere perfezionata. C’era bisogno di un sistema di smistamento affinché la mescola in granuli e l’acciaio potessero uscire dal tamburo separatamente. Durante la centrifuga venne inserito del talco all’interno del tamburo in modo da garantire che i granuli di gomma non si attaccassero l’uno all’altro. Era necessario che questo granulato superasse ancora alcuni ostacoli prima di poter essere lavorato nuovamente in una nuova mescola per pneumatico. Con il metallo isolato, vengono poi formate delle sfere di acciaio – rifiuti preziosi pronti per essere venduti e spediti alle acciaierie. 

I granuli di gomma vengono quindi spediti alla fabbrica di Puchov. Prima di tutto, un magnete a tamburo separa i fili di acciaio più spessi. Poiché le piccole parti del metallo non devono attaccarsi all’interno nella parte finale del processo, la mescola in gomma viene quindi rotta in piccoli granuli nel High Gradient Separator – si tratta essenzialmente di un grande magnete che elimina tutti i residui di metallo. Il processo non si ferma qua. Prima che il granulato venga reintrodotto all’interno del ciclo regolare di produzione della mescola dei pneumatici Continental, Theusner li analizza attraverso un sistema a raggi X. Se ci fossero ancora piccoli frammenti di acciaio, questi verrebbero ricondotti ancora una volta all’interno del sistema magnetico.

Infine, quello che un giorno diventerà la mescola per un nuovo pneumatico incomincia ad uscire in grandi quantità da rulli cromati dove verrà lavorato per diverse ore. La maggior parte di questo materiale arriva dal processo di produzione – “Spreco della produzione dei pneumatici truck” – spiega Theusner. La massa di materia nera viene in questa fase arrotolata, tagliata e arrotolata di nuovo prima che, tramite un nastro trasportatore, venga trasformata in sottili strisce dal rullo successivo. Per essere poi arrotolata, tagliata e arrotolata ancora. A questo punto il materiale passa attraverso altre piccole stazioni prima di essere disposto a strati sui pallet ed essere quindi della qualità necessaria per la produzione dei pneumatici. 

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Il colore grigio del granulato è ora sparito. La materia, recuperata dal centro di riciclo di Martin Theusner, è ora completamente reintrodotta nel ciclo di produzione – e pronta per iniziare una nuova vita in nuovi pneumatici!