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Continental investe sulla sicurezza

04/03/2017
  • Vision Zero è la strategia di lungo periodo che punta ad azzerare gli incidenti
  • Le divisioni Chassis & Safety e Pneumatici partecipano, tra le altre, alla campagna mondiale “Stop the Crash” per migliorare la sicurezza stradale attraverso la dotazione di standard tecnologici avanzati con focus sulle utilitarie

Roma - Sicurezza, sicurezza e poi sicurezza. Dopo i Campionati europei UEFA 2016, Continental, leader tecnologico dell'automotive, annuncia dopo 21 anni di aver concluso l‘era delle sponsorizzazioni dei grandi eventi di calcio. Da oggi il focus della comunicazione del brand sarà incentrato su "Vision Zero"- la visione a lungo termine di zero mortalità sulla strada, zero feriti e zero incidenti. Il gruppo decide così di valorizzare, anche in comunicazione, l’approccio che ha portato le proprie Business unit allo sviluppo di prodotti come i sistemi avanzati di assistenza alla guida - ad esempio l'ESC (controllo elettronico di stabilità), AEBS (sistema autonomo per la frenata di emergenza) e ABS (sistema antibloccaggio in frenata) per motociclette - che svolgono, insieme agli pneumatici premium (di alta qualità), un ruolo fondamentale nel garantire la massima sicurezza sulla strada.

Continental ha anche pianificato l’utilizzo attivo dei canali social per dialogare con il pubblico di riferimento, composto dagli utenti della strada, per illustrare i vantaggi delle soluzioni di mobilità in sicurezza.

Una delle variabili che può incidere particolarmente sulla sicurezza della strada è lo pneumatico: “Gli pneumatici sono l’unico punto di contatto tra l’auto, o la moto, e la strada – spiega Alessandro De Martino, amministratore delegato di Continental Italia –. Tutte le forze trasmesse alla strada sono tracciate da un’impronta non più grande della dimensione di una cartolina. In situazioni critiche è lo pneumatico che determina se l’auto o la moto possono fermarsi in tempo oppure se possono mantenersi stabilmente sulla strada mentre si effettua una curva. È fondamentale far conoscere i benefici di sicurezza derivanti dall’utilizzo di pneumatici high-tech gonfiati con la pressione corretta e dotati di un adeguato spessore di battistrada”.

Nasce cosi la partnership con Global NCAP a sostegno della campagna “Stop the Crash”. Si tratta di una campagna informativa portata avanti da New Car Assessment Programme, l’organizzazione con sede in UK, che rappresenta le associazioni di consumatori NCAP in tutto il mondo, per le valutazioni di sicurezza sulle nuove auto. Con la campagna ‘Stop the Crash’, Global NCAP e i suoi partner, svolgono dimostrazioni di guida per accrescere la consapevolezza dei benefici delle tecnologie di sicurezza che sono già prodotte su larga scale e incoraggiarne la l’adozione sulle auto utilitarie e compatte. Il focus a livello locale è concentrato in paesi in rapido sviluppo demografico, dove c’è un forte commercio di auto in questi due segmenti. In termini di tecnologia la campagna si concentra su ESC, AEBS, e ABS per moto, e insiste molto sull’importanza di un’adeguata pressione degli pneumatici e sullo spessore del battistrada.

Da quando le cinture di sicurezza, l’ESC, i sistemi di monitoraggio della pressione pneumatici (TPMS) e l’AEBS per le auto sono diventati obbligatori, il numero complessivo degli incidenti mortali e infortuni si è ridotto in maniera significativa. Purtroppo però, il tributo annuale di più di 1,2 milioni di persone morte sulle strade di tutto il mondo è ancora elevato a livelli inaccettabili. Occorre uno sforzo congiunto per ridurre questi numeri. In Italia la stima del primo semestre 2016 da parte di ISTAT dimostra che, nonostante il calo di incidenti e vittime nei primi mesi dello scorso anno rispetto al periodo gennaio-giugno 2015 (- 0,8% incidenti con lesioni a persone, -4,7% delle vittime e -0,5% delle persone ferite), il livello resta elevato e non in linea con quanto previsto dall’obiettivo europeo per il 2020. Nel 2015 il numero delle vittime e feriti gravi di incidenti stradali in Italia erano tornate a crescere, cosa che non accadeva dal 2001. L’aumento dei decessi si era infatti attestato all’1,4%, nonostante un numero inferiore di incidenti (-1,4%) e feriti (-1,7%). Per i feriti gravi si è registrato addirittura un +6,4 (circa 16 mila). Molto importante risulta essere il peso, sui dati di incidentalità, dell’elemento “distrazione”. Anche su questo tema i prodotti della divisione Interior di Continental – ad esempio i sistemi head-up display che proiettano le informazioni rilevanti per la guida direttamente nel campo visivo del conducente senza che sia necessario distogliere lo sguardo dalla strada - hanno l’obiettivo di ridurre al minimo le cause di distrazione. “Tutti i progressi che la tecnologia ha compiuto in favore della sicurezza dei veicoli – commenta De Martino – sono ovviamente nulli, nel caso di guida tradizionale, se il conducente si distrae. Essere concentrati alla guida del proprio veicolo è un requisito fondamentale per garantire la sicurezza propria e quella degli altri utenti della strada. L’invito quindi è semplicemente quello, ad esempio, di non utilizzare lo smartphone se non in modalità “voce” ed esclusivamente attraverso i sistemi di connessione con il veicolo.”

Riferendosi sempre al 2015 (si tratta degli ultimi dati consolidati disponibili) con alcuni dati di dettaglio, il tasso di mortalità stradale, anche per i grandi comuni è salito da 4,1 a 4,5 morti per 100 mila abitanti. Nel 2015 il numero di morti per 100 mila abitanti varia tra 6,5 di Bologna e 1,7 di Messina.

Roma e Milano ovviamente registrano i maggiori numeri assoluti.

11.510 gli incidenti su strade urbane nella capitale, rispetto agli 11.902 del 2014, con 127 morti su strade urbane, sette in più rispetto all’anno precedente, 1.611 incidenti su strade extraurbane (12 in più rispetto al 2014) e 46 vittime (12 in più che nel 2014) e un tasso di mortalità vicino al massimo nazionale 6 ogni 100.000 abitanti (5,4 nel 2014).

La variazione percentuale tra il 2010 e il 2015 segna un decremento del 4,9% di molto inferiore rispetto alla media nazionale (-16,3%).

A Milano nel 2015 sono stati 8.502 gli incidenti su strade urbane, 237 in meno rispetto al 2014 ma con un maggiore numero di vittime (48 rispetto alle 38 dell’anno precedente), 227 gli incidenti su strade extraurbane contro i 220 del 2014, 5 vittime (erano 4 l’anno precedente) e un tasso di mortalità in crescita da 3,2 a 4 ogni 100.000 abitanti.

La variazione percentuale 2010-2015 ha visto un calo dell’8,6% inferiore comunque alla media nazionale.

I comuni nei quali la diminuzione delle vittime tra il 2010 e il 2015 è stata più consistente sono Messina (-75,0%), Verona (-59,3%), Trieste (-54,5) e Palermo (-53,8%). A Torino e Venezia, invece, il numero di vittime è risultato in aumento o invariato rispetto al 2010.

I comuni nei quali si registra una diminuzione in termini assoluti per entrambi gli ambiti stradali sono Verona, Trieste, Palermo e Messina.

Contatti
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